Erezioni Politiche 2008

La campagna elettorale e l’economia

Pubblicato su campagna elettorale by apoliticononprofessionista su Marzo 26th, 2008

Il dibattito politico degli ultimi giorni è concentrato tutto sull’economia: la vicenda Alitalia, le pensioni, i salari, gli sprechi.

Evidentemente si tratta di un amore reciproco se si sfogliano le dichiarazioni che partiti e singoli politici hanno rilasciato in seguito ai finanziamenti ricevuti per la campagna elettorale e per svolgere l’attività politica.

Ne sa qualcosa di finanziamenti e pressioni Pierluigi Bersani, che nel 2006 fu foraggiato abbondantemente per la sua campagna elettorale: dalla AirOne (40 mila euro), alla Manutencoop (35 mila euro), al Consorzio nazionale servizi di Bologna (49 mila euro). A questi si aggiungo i 98 mila del Gruppo Riva, che come si vedrà più in fondo ha finanziato un pò tutti, e tanti altri grandi e piccoli doni che hanno fatto arrivare il ministro a un montepremi invidiabile di 480 mila euro.

E’ stato, invece, un colpo di fulmine a far capire a Davide Cincotti, amico di Paolo Berlusconi e imprenditore di Battipaglia con interessi in Sardegna, che Rinnovamento Italiano, movimento di Lamberto Dini, era la sua passione, facendogli versare lo scorso settembre 295 mila euro.

Sempre in autunno, ben altre affinità hanno portato Giovanni Averdi, imprenditore cremonese, a donare 300 mila euro a Forza Italia. Per par condicio, però, il re dell’acciaio si è subito preoccupato di darne altrettanti al Partito Democratico.

Si sono mantenute bipartisan, anche Federacciai che ha finanziato quasi tutti i ministri delle Attività Produttive succedutisi negli ultimi anni; lo stesso vale per Carlo Toto, patron di AirOne, che dopo Bersani e Minniti, ha onorato il debito anche con Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei Valori (5 mila euro) e Forza Italia, con 50 mila euro.

Non hanno badato a bandiere i due competitors principali nel settore delle autostrade: il gruppo Benetton con 150 mila euro ciascuno a Margherita, Ds, Fi, An, Udc e Lega, onorando anche Mastella con 50 mila euro; il gruppo di Marcellino Gavio con 100 mila euro a Prodi, altrettanti all’Udc e 50 mila euro anche a Fi.

Schieratissima, invece, Federfarma, che ha finanziato Ulivi (An), Crosetto (Fi), Gasparri (An) e molto gettonato nel settore dell’acciaio il partito del Cavaliere, Forza Italia, che ha ricevuto in dono dal Gruppo Riva, attraverso due controllate, 245 mila euro, dalla Tubosider 50 mila e dalla Transider 75 mila euro.

Questioni di famiglia per Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore e editore del Messaggero, che ha regalato a Pierferdi 900 mila euro. Sempre la famiglia, democristiana però, porta a Vito Bonsignore, europarlamentare Udc, che ha versato al suo partito 220 mila euro (per le sezioni regionali di Lazio e Piemonte) e altri 250 mila alle casse nazionali.

Ha il suo grande finanziatore anche Clemente Mastella che, all’ultima campagna elettorale ha potuto contare sui 150 mila euro offertigli da Diego della Valle.

A prender soldi dagli imprenditori c’ anche Di Pietro, che ha incassato 40 mila euro dall’ex presidente del Treviso calcio e 15 mila da Media Cisco srl. Unica eccezione, Rifondazione Comunista. Il partito di Fausto Bertinotti non accetta finanziamenti dal mondo dell’economia, finanziandosi quasi esclusivamente con i contributi dei loro eletti in Parlamento e negli altri incarichi pubblici. Un buon esempio che seguono in pochi.

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