Erezioni Politiche 2008

La campagna elettorale delle teste di…

Il voto di protesta

con un commento

Manca meno di un mese alle elezioni e quasi non ce ne accorgiamo. Se non fosse per Berlusconi che straccia il programma, suo o del Partito Democratico, e Superwalter che pensa al ministro veneto, gli italiani sarebbero tranquillamente impegnati a guardare Maria de Filippi e i suoi pseudoamici.

La campagna elettorale non si incendia perchè ci sono queste maledette liste bloccate, che ripropongono neofascisti, nostalgici del comunismo, riciclati, prestanome, indagati tutti allegramente insieme, con tanto di cartelloni.

E allora sapete forse cosa faccio? Come Carlo Verdone nel suo film ‘Bianco, rosso e verdone’.



Entro nel seggio, con documenti e tessera.

Faccio vidimare la scheda elettorale.

Esercito il diritto di rifiutare la scheda, solo dopo che me l’hanno vidimata, dicendo “Rifiuto la scheda per protesta e chiedo che venga messo a verbale“.

Scrivo un commento in calce al mio rifiuto per motivarlo.

In questo modo eviterei che comunque la mia scheda, nulla o bianca, rientri nel calcolo del premio di maggioranza. Potrebbe essere una soluzione, ma a questo punto non vado a votare…

Forse è meglio sfogarsi come Verdone. O forse no? Ci voglio riflettere ancora…

Written by erezionipolitiche

Marzo 13, 2008 a 11:29 pm

Una Risposta

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  1. Forse è vero, andare al seggio per rifiutare la scheda e non andare affatto potrebbe essere la stessa cosa.
    L’Italia, però, si è sempre distinta per la sua alta affluenza alle urne.
    Il fatto di far verbalizzare il rifiuto a votare potrebbe essere un segnale forte per la classe politica super blindata, che parla tanto del cambiamento del paese, senza però rendersi conto che l’unica cosa a non cambiare è il parlamento.
    Dovremmo essere nella II^ Repubblica, ma non vedo una grande differenza con la I^.
    Allora invito a sfruttare questa tipo di voto di protesta, per far capire ai partiti che noi italiani vogliamo votare, ma non per uomini politici che hanno messo le radici a Roma.
    Spero che a vincere sia proprio il voto di protesta.

    Giorgio

    Marzo 29, 2008 alle 11:00 am


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