Erezioni Politiche 2008

La campagna elettorale si fa sul web

Pubblicato su campagna elettorale by apoliticononprofessionista su Febbraio 21st, 2008

Adesso spopolano e riempiranno il web come da tempo hanno imparato a riempire le stade con i loro cartelloni.

I politici tornano sul web ed è pure polemica tra chi ha il sito più accessibile, chi lo ha fatto per prima, chi è più web 2.0 e chi invece è tradizionalista.



Una rivoluzione. I politici parlano sul web. Quando gli interessa. Partiamo da Superwalter Veltroni. Non è la prima volta che si apre ai scittadini. Lo ha già fatto nell’ultima campagna elettorale, quella per il secondo mandato in Campidoglio. Ha messo su la sua squadra di volontari di via della Lega Lombarda a Roma. Teneva tutto sotto controllo: radio, tv nazionali, tv locali, giornali, web.

Il suo sito non era pazzesco, ma lasciava spazio all’interattività, si potevano mandare messaggi che venivano filtrati e il più delle volte erano incoraggiamenti per una campagna elettorale fascile e poco combattiva. Poi, qualche settimana dopo le elezioni, il sito ha iniziato a perdere la sua interattività, il suo attivismo politico. Contate le schede e scelta la giunta i scittadini provavano a scrivere, ma la cassetta della posta rimase chiusa…

In compagnia di Veltroni tanti altri politici illustri, come i candidati alla presidenza del PD, Rosy Bindi e Enrico Letta che, dopo le elezioni del 2006 avevano dei siti impresentabili, per non parlare del carissimo ex premier Romano Prodi anche lui, come il Sindaco di Roma, colpito dal vizietto di scomparire, una volta che era divenuto premier.

Un vizietto che è sia di destra che di sinistra, anzi. Cicchitto ha tenuto a lungo online un sito datato 1996, i siti di An e di Forza Italia erano orribili e freddi.

Poi sono arrivati i politici bloggers e, anche lì, grasse risate. Non che qualcuno non ci sappia fare: buono lo staff di Tonino di Pietro che è riuscito a far viaggiare su Youtube il nostranissimo ‘ma che c’azzecca’, eloquente quello di Mastella aperto, questa è la tesi di Beppe Grillo, proprio per rispondere al comico genovese.

Adesso c’è il sito acchiappa soldi. Si sa, il denaro scarseggia sempre e poi, quando non fai nemmeno mezza legislatura, bisogna stringere la cinghia un pò tutti. Così si è pensato bene di imitare il sistema americano, che su internet fa politica sul serio.

Il canale per le elezioni, You choose, i video, i fondi raccolti dai sostenitori online, una viralità che rende incontrollabile la comunicazione politica.

E’ questa la vera rivoluzione. I politici non parlaranno con i loro cittadini, almeno fino a quando non dovranno render conto del loro operato (cosa che almeno in Italia non si è abituati a fare) e hanno già tanti modi per raccoglier dati demografici e denaro a sufficienza per la loro campagna elettorale.

Oddio, questa volta la lotteria è stata poco generosa con loro, meno di due anni di Legislatura ti fanno venire solo l’appetito in bocca e poi si sa, l’appetito vien mangiando.

Mettendo da parte questa parentesi, e tornando alla rivoluzione vera, questa e altre campagne elettorali americane hanno dimostrato che tutto questo web 2.0 può far male, può scoprire nervi delicati, può affossare alcuni candidati.

Telecamere e telefonini sono pronti a riprendere gli uomini politici nelle loro pose più assurde, con delle dita nel naso o la mano sul sedere ad una valletta, con la bocca piena o mentre schiacciano un pisolino.

La vera rivoluzione è il potere che ha l’utente di documentare la sua campagna elettorale, quella che ha vissuto da spettatore e regista, popolando il web si canali youtube, spazi su myspace, blog come questo. La vera rivoluzione, che in Italia è ancora agli inizi, che ormai il mezzo si è diffuno nel 50% dell’elettorato.

Il web inizia a contare. E’ giunto il momento che il web decida da che parte stare.

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