Walter oscurato
Doveva essere il W-Day, il giorno di Veltroni che lascia il Campidoglio e inizia la sua corsa a Palazzo Chigi. Lui aveva programmato tutto per filo e per segno: la conferenza di addio in Campidoglio, la registrazione a Porta a Porta, l’annuncio dell’accordo con l’Idv di Di Pietro.
Una mole di notizie che da sole sarebbero riuscite ad occupare la prima pagina di qualsiasi quotidiano nazionale o regionale, ma così non è stato.
Un primo imprevisto si è abbattuto sulla campagna elettorale di Veltroni: la morte del soldato italiano in missione a Kabul.
E si, perchè bisogna fare i conti anche con le emergenze e gli imprevisti quando si cerca di scalare i sondaggi e recuperare il divario.
Lui, Superwalter, ci ha provato. Ci ha provato con la sua commozione in Campidoglio e con la sua performance nello studio di Bruno Vespa. Proprio questo doveva essere un passaggio importante, subito dopo quello fatto da Berlusconi il giorno prima, una risposta indiretta per permettere al pubblico di fare i primi paragoni.
Alla fine, la sfida degli ascolti è andata a Silvio Berlusconi, che con il 30% di share ha sconfitto il suo avversario alle prossime elezioni politiche che è riuscito, invece, a catturare il 27% di pubblico.
Passando, poi, ai contenuti, un piccolo inciamo l’ex sindaco di Roma lo ha avuto. L’occasione è stata l’intervista al Tg1, dove ha invitato gli elettori a ‘dimenticare Prodi’, per poi smentirsi a Porta a Porta dicendo, invece, che Prodi ‘è stato un ottimo presidente’. Si decida, ma forse lo ha già fatto, o Romano è stato bravo, oppure no, altrimenti saremo qui a prenderlo in giro, perchè il leader bolognese lo dobbiamo dimenticare, ma anche… ricordare.
Passando al programma, Veltroni prova a ripartire da 10-15 punti fermi, tra i quali c’è il precariato e i giovani. Anche nel programma dell’Unione c’era questa voce, ora Superwalter la rielabora proponendo l’istituzione di un compenso minimo legale di almento mille euro. Una promessa, come quella di abolire l’ici fatta da Berlusconi, e che vedremo se manterrà solo una volta che sarà eletto.
Due giornate a Porta a Porta che lasciano molti dubbi e poche certezze. Saranno davvero loro i protagonisti della campagna elettorale? Davvero c’è la volontà di tenere bassi i toni per non disgustare un elettorato già abbondantemente nauseato? Quali sono le differenze reali tra Berlusconi e Veltroni?
Per ora i due sembrano molto affiatati, corrono quasi in parallelo. Non è un caso, ad esempio, che indossino la stessa cravatta, come sapientemente ha notato anche il Corriere della Sera.

Le differenze, forse, emergeranno, ma per la prima volta, almeno una parte della sinistra, ha scelto per la sua campagna un leader che è lo specchio, l’immagine di riflessa di Silvio Berlusconi.
