Erezioni Politiche 2008

Dieci minuti per un disastro

Pubblicato su Prodi, un uomo un perchè by apoliticononprofessionista su Febbraio 9th, 2008

E’ difficile racchiudere in poche istantanee quello che è stato un disastro di comunicazione terribile. Tutto quello che Veltroni o Berlusconi o chi per loro non dovranno fare è scritto in questo anno e mezzo di errori di comunicazione.



Tutto incomincia la domenica dopo il voto, in piazza Santi Apostoli, concentrato in quel ‘abbiamo vinto!’ detto per questioni di circostanza e irresponsabilità, piuttosto che in maniera convinta e sicura.

Il video ricorda bene il caso Telekom, dimentica Sircana, l’uomo delegato a guidare il nostro ex premier nella comunicazione.

E poi il voto per le missioni all’estero, il tesoretto, termine che tanto ha contribuito a creare aspettative e illusioni e poi è svanito nel nulla.

Conflitti di coalizione gestiti parlandone su giornali e tv, l’antipolica che impazza con Beppe Grillo e la Casta, i senatori a vita che con flebo e pannoloni sono costretti a sedute interminabili al senato.

Tutto questo si sarebbe dovuto evitare, come si dovevano evitare i voli per andare al gran premio di Monza, le polemiche sulle coppie di fatto, i semi di marjuana in parlamento, del ribelle Caruso, il wc per i trans di Vladimir Luxuria.

L’emergenza rifiuti in Campania, il Gargano in fiamme, le liberalizzazioni e la protesta dei tassisti, le polemiche sulla base di Vicenza, il family day contrapposto all’orgoglio gay, il programma di 200 pagine che si trasforma in dieci punti programmatici, le intercettazioni di D’Alema e Fassino.

Prima della sua caduta Prodi ha detto: ’sono sereno’. Questa ultima battuta racchiude in sè l’irresponsabilità comunicativa di questo non leader, l’unico uomo nella sinistra italiana capace di battere Berlusconi. Come si fa ad essere sereni, sapendo di lasciare una Nazione, un Paese in un clima di sconforto e di rassegnazione.

Come si fa ad essere sereni sapendo che dopo l’orrenda campagna elettorale che ci aspetta saremo di capo a 12. Due maggioranze, una alla Camera e una al Senato, risultato di una legge elettorale che ha fatto implodere il bicameralismo perfetto italiano.

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